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“Conoscendo Dio impareremo a conoscere noi stessi”

Può l’uomo conoscere se stesso? Santa Teresa d’Avila ci aiuta a trovare la risposta e ci indica la via di ricerca… entrare in relazione “da solo a solo con Colui da cui sappiamo di essere amati ”. Il suo è un itinerario pienamente cristologico.

Nella concezione della mistica teresiana, l”io” viene dal tu ( Dio ) e si conosce nel “Tu” Cristo,“Conosciti in me” è l’invito che Teresa d’Avila riceve da Cristo e in questo invito si colloca la chiave interpretativa della sua concezione della conoscenza di sé… essa è ricca di mistero, non può perciò derivare semplicemente da uno sforzo intellettuale e neanche dalla sola adesione razionale alla verità di fede…ma dovrà fondarsi sull’esperienza di unione d’amore con il Cristo. E’ Lui, Verbo di Dio, la pienezza della verità, è in Lui, luce splendente nell’anima, che si dovrà entrare, è al volto del Cristo che si dovrà guardare, è con Lui che ci si dovrà incontrare nell’amore.

Questa  convinzione Teresa non la ricava da una filosofia; per lei non è teoria né ipotesi astratta, ma esperienza reale della verità incontrata in Gesù Cristo, il “libro vivo” nel quale- come confessa lei stessa- “ha visto tutte le verità”.  (J. M. Morilla Delgado –Conosciti in me-)

“E allora come sarà la stanza in cui si diletta un Re così potente, così saggio, così puro, così pieno di ricchezze? No, non vi è nulla che possa paragonarsi alla grande bellezza di un'anima e alla sua immensa capacità! Il nostro intelletto, per acuto che sia, non arriverà mai a comprenderla, come non potrà mai comprendere Iddio, alla cui immagine e somiglianza noi siamo stati creati. Se ciò è vero - e non se ne può dubitare - è inutile che ci stanchiamo nel voler comprendere la bellezza del castello. Tuttavia, per avere un'idea della sua eccellenza e dignità, basta pensare che Dio dice di averlo fatto a sua immagine … Che confusione e pietà non potere, per nostra colpa, intendere noi stessi e conoscere chi siamo! Non sarebbe grande ignoranza, figliuole mie, se uno, interrogato chi fosse, non sapesse rispondere, né dare indicazioni di suo padre, di sua madre, né del suo paese di origine? Se ciò è indizio di grande ottusità, assai più grande è senza dubbio la nostra se non procuriamo di sapere chi siamo, per fermarci solo ai nostri corpi. Sì, sappiamo di avere un'anima, perché l'abbiamo sentito e perché ce l'insegna la fede, ma così all'ingrosso, tanto vero che ben poche volte pensiamo alle ricchezze che sono in lei, alla sua grande eccellenza e a Colui che in essa abita.” (Santa Teresa, 1 Dimore,1,2)
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