Israele è situato sulla costa orientale del mar Mediterraneo; è delimitato a nord dal Libano, a nord-est dalla Siria, a est dalla Giordania, a sud-ovest dall’Egitto. A sud si affaccia per un breve tratto sul golfo di Aqaba, un’insenatura del Mar Rosso. Ha una superficie di circa 21.946 km² e un’estensione costiera di 273 km.

Questa  terra è la dimora di una popolazione molto eterogenea proveniente da svariati retroterra etnici, religiosi, culturali e sociali.In Israele sono presenti le tre grandi religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam, un mosaico di fedi, riti, tradizioni che si intersecano e si differenziano. La diversità etnica è una parte essenziale della società israeliana e influenza tutti gli aspetti della vita culturale, religiosa e politica.

In questo ambiente multiforme i cristiani sono la minoranza, circa il 2%, suddivisi in vari riti: greco-melchita, maronita, latino, armeno che determinano gruppi parrocchiali diversi per liturgia, celebrazioni, festività.

         

È evidente, quindi, che in Israele il problema principale è quello di dare un’identità cristiana e sostenere una fede che rischia continuamente di essere soffocata dal contatto con culture e religioni diverse.


La cristianità di Terra Santa si può definire una piccola Chiesa, piccola ma madre, in quanto ha dato i natali a tutte le chiese del mondo. Lì spiritualmente nasce ogni cristiano, lì sono custodite le radici della Chiesa universale e soprattutto una Chiesa nata alle pendici del Golgota, su un Calvario che continua a costituire la sua esperienza di ogni giorno.

         

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