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LA DONNA DAL PUNTO DI VISTA DI DIO

Si è svolto qui a Firenze, il 13 ottobre, il secondo incontro rivolto a tutte le donne con il tema: “Donna, conosci te stessa”. Nel precedente incontro tenuto da Suor Paola Magna, psicologa, si toccò il tema del cammino evolutivo e della maturità affettiva, lo sviluppo umano dunque, e della sua capacità di amare. In questa seconda occasione, invece, Rosanna Virgili, biblista, ci ha introdotte ad un approfondimento biblico: “La donna dal punto di vista di Dio”, come Dio ha pensato la donna, ciascuna di noi, da sempre, in un viaggio attraverso la Bibbia. Partendo da una grossa marcia avanti: “noi donne non ci accontentiamo di ciò che si vede in superficie, noi scaviamo, e questo fa parte della nostra indole”. La profondità è il tratto tipico della donna: ha bisogno di ricevere per fecondare e riempire un vuoto rappresentato dal suo grembo, e questa è per lei la sua istanza di vita. La donna ha un ruolo importante nella custodia della vita e nella costruzione del futuro.  La sua grande vocazione è dunque dare la vita!  Ella inoltre ha il compito di curare la dimensione affettiva dell’umanità. La sapienza femminile istruisce anzitutto nutrendo, e offrendo, come una mamma quando allatta il suo bambino, le prime parole, le parole del cuore, che formano l’affettività. Nella Chiesa c’è bisogno di un’educazione affettiva che chiede una presenza femminile, serena, solida, che trasmetta due punti fondamentali. Primo è l’essere figli, cioè sapere che nasciamo dall’amore, non dal caso, non dall’incidente. L’essere amati è la nostra forza, che si accompagna a una fragilità, poiché in quanto figli, abbiamo bisogno dell’altro. Secondo la fraternità, perché la madre è madre di tanti figli, è dunque il sapere di essere fratelli. La madre insegna a condividere. Impariamo che tutto nasce nel dialogo, che la verità è una relazione. Questa è la sapienza femminile: insieme si mangia e insieme si costruisce la vita. Insegna l’arte di vivere come scienza del benessere di tutti. È una regola economica: il benessere o è di tutti o non è di nessuno. La donna vuole la salvezza di tutti i figli del mondo. Ella promuove  un’economia che è opera di speranza, l’economia della povertà, che però dona ricchezza quando tra le due povertà si crea un patto d’amore, e si intrecciano dei legami, delle relazioni. Infine la donna ha il compito fondamentale di restituire alla Chiesa la casa. La Chiesa è la casa, il luogo dei legami familiari, dei legami d’amore, luogo di affetti, dove anche culture diverse si intrecciano. La Chiesa è corpo, ove ciascuno può crescere in una spiritualità profonda, sempre più profondamente uomo, nella pienezza della sua dignità.

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