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IN NOME DELLA TRINITA’ - Natale in Egitto

Testimonianza di Mervat Adel- catechista

Noi egiziani copti cattolici festeggiamo il Natale il 7 gennaio  assieme  agli ortodossi, a differenza di tutti i cattolici del mondo che lo festeggiano il 25 dicembre.

Come ci prepariamo a questa grande solennità che chiamamo “la piccola festa” , non perché sia piccola , ma perché per noi  la Pasqua è la “grande festa “.

Questo tempo è caratterizzato da momenti forti e intensi di preparazione, sia dal punto di vista spirituale che delle cose materiali da preparare, e sono davvero tanti!!!

Nelle nostre case questo è il tempo delle grandi pulizie  perché Gesù Bambino che nasce possa trovare la casa accogliente, ordinata e pulita. Ci sono poi le mani esperte delle mamme che preparano  i tipici dolci natalizi, in particolare i biscotti, tra i quali il tradizionale “'kahk'' . Non mancano poi gli acquisti di  vestiti nuovi anzi, per meglio dire…usati, ma che sembrano nuovi... , venduti a prezzi minimi nelle parrocchie.

La preparazione spirituale invece è del tutto particolare: inizia con il cosiddetto  “digiuno natalizio”  per 45 giorni prima del natale. Con questo digiuno si vogliono ricordare i quaranta giorni passati da Mose' sul Monte Sinai per ricevere le tavole dei Dieci Comandamenti, ma anche il digiuno di  Gesù  di 40 giorni nel deserto e – non ultimo -  anche x solidarizzare  con i poveri; infatti  quello che viene risparmiato va  a loro beneficio.

Durante questo tempo nelle parrocchie vengono organizzati  ritiri, celebrazioni penitenziali, predicazioni. Inoltre, tutti i sabati del mese di “KIAHK”, cioè di dicembre, cantiamo tutti gli inni,  i cantici e l’Akatistos in onore della Vergine Maria, la Vergine del silenzio e dell’attesa. Si tratta di veglie che durano 3 ore. I vangeli delle 4 sante messe domenicali ci preparano al Natale con la lettura del vangelo di Luca e sono anche argomento di catechesi per tutta la parrocchia, secondo l‘età di ogni gruppo.

Il fulcro della festa del Natale copto e' nella messa di mezzanotte che sancisce la fine del periodo di digiuno.  La S.Messa viene celebrata la vigilia del  6 gennaio, e dura circa 6 ore!!! (faccio notare che la S.Messa domenicale dura circa 3ore)...E’ una grandissima solennità...La chiesa viene adobbata a festa e la grotta occupa il posto principale; le campane suonano a distesa e quel giorno è vacanza nazionale per rispetto ai 9 milioni di copti. La chiesa è gremita di gente e, pur nel clima della festa,  c’è sempre quel timore che qualcosa succeda e vengano uccisi  ancora una volta martiri giovani...La nostra è una chiesa che soffre, una chiesa perseguitata in forme a volte palesi e il più delle volte invece in forme molto nascoste e taciute. Anche p

Il 6 gennaio non c’è nessuna celebrazione eucaristica  durante il giorno, perché  la gente va  a fare gli auguri e portare i regali ai parenti ed amici, mentre i ragazzi della parrocchia, ad orari diversi e divisi a gruppi, vengono in chiesa per trascorrere in letizia e gioia ore di preghiera, giochi e canti, al termine dei quali ciascuno riceve il regalino del Natale e i dolcetti, il  tutto offerto dai nostri cari benefattori locali e italiani.

La presenza attiva, materiale, morale e spirituale delle suore a Dronka dal 2004 ha dato un timbro particolare alle nostre Feste. Da loro abbiamo imparato il valore della preghiera, fatta con devozione e rispetto, ci hanno insegnato ad amare il nostro rito copto ricco di significati e simboli; ci hanno insegnato a gustare il bello...tutto questo non tramite prediche e parole, ma con la loro presenza vissuta tra noi con semplicità e amore.Da loro abbiamo imparato a preparaci spiritualmente alle divesrse attività e funzioni liturgiche, ad interessarci gli uni degli altri, pregando vicendevolmente tramite “l’attività dell’amico nascosto”. Siamo stati sensibilizzati a pensare al Cristo povero ed a portare le offerte per distriburle a chi ha meno di noi. Pensate che i maschi delle classi superiori, che lavorano e guadagnano, con i loro risparmi si sono impegnati  ad offrire un regalino ai bambini delle scuole elementari...

Con le nostre suore, inoltre abbiamo imparato a  pensare agli anziani, ad andarli a trovare e ad  offrire loro quei piccoli servizi di aiuto che possono renderli felici.  Inoltre andiamo con le suore nei diversi villaggi per portare la buona novella. Il Signore benedica il loro servizio e che la loro testimonianza porti abbondanti frutti.

Ecco, questo è il Natale che  viviamo , nella gioia di ricevere Gesù tra noi, nel  cercare di darlo a chi ci sta vicino e nel condividere con voi questa nostra ricchezza: la gioia di sapere che ogni uomo è infinitamente amato da Dio, è unico e prezioso ai Suoi occhi e tutto questo è venuto a dircelo Lui stesso nel Bambino di Betlemme: l’Emmanuele, il Dio-con-noi.

Vi aspettiamo a Dronka. Anche se siamo un villaggio povero, abbiamo posto per accogliervi tutti.

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