Ho cercato sempre nella mia vita di carmelitano inquieto e vagante, di mettermi in ascolto dei santi del Carmelo. S. Teresa d’Avila, < el andariega de Dios> ha camminato per le vie della Spagna; S. Giovanni della Croce, nella notte oscura; S. Teresa del Bambino Gesù, dal suo monastero di Lisieux ha abbracciato i cinque continenti ed è divenuta Patrona delle missioni. Tutti i santi e le sante del Carmelo sono “usciti” dall’intimismo contemplativo e hanno aperto gli occhi al mondo per essere profumo e consolazione di Cristo.
Bettina nel suo amore all’Eucarestia ha scoperto che nell’adorazione silenziosa poteva raggiungere tutti i cuori feriti e sofferenti, e abbracciare l’umanità intera nella preghiera.
Mettendoci alla sua scuola e al suo ascolto possiamo evidenziare quattro insegnamenti:
“Siamo le preferite del Crocefisso ... che vogliamo di più”?
Teresa Maria della Croce possiede nel suo cuore questa profonda convinzione che le sue suore sono le preferite del Crocefisso, e che attraverso la croce si entra nel cuore della passione del Cristo per la salvezza del mondo. È un pensiero che ha una forza particolare nell’opera redentiva.
“Gesù è fedele alle sue promesse ma non vuole fare tutto da solo”: in questo tempo
caratterizzato dall’individualismo più spietato dove ciascuno si crede capace di fare tutto e tutto da solo, è molto importante vedere come la Beata Madre sapeva che questo non è possibile e nemmeno Gesù lo vuole. Siamo i preferiti del Crocefisso per realizzare in noi quello che manca alla sua passione.
In una preghiera coraggiosa e sempre vera la Beata Madre chiede che andiamo da Gesù per amore, ma se non ci andiamo per amore, chiede che Lui ci costringa: “Se non veniamo per amore, tirateci per forza". E’ brutto essere tirati per forza, ma almeno verremo a voi”.
DOVE pone il suo centro, Bettina? Ce lo dice lei stessa con un senso teologico profondo e di fede. Lei sa qual è il suo posto:
“chi mi vuole mi cerchi ai piedi della croce, là è il mio posto”.
Padre Patrizio Sciadini OCD
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