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Il cuore del Carmelo palpita di accoglienza

Aggiornato il: mar 4

"Andremo al Carmelo" una profezia divenuta realtà nel cuore del Carmelo nel 1986 nel giorno natalizio della Beata Madre. Su questa cima come su un trono risiede il grande complesso carmelitano composto dal convento dei padri Carmelitani con la Basilica della Vergine del Carmelo e di S. Elia, insieme al Centro pellegrini. Da questo posto paradisiaco si può toccare il cielo e osservare tutta la città di Haifa con il suo porto e immergersi nelle acque del mediterraneo che abbraccia il monte. A occhio nudo si può vedere Acri / Acco, la storica città che ha bloccato Napoleone, Nahariya e i confini con il Libano.


È davvero un luogo speciale non solo per la sua bellezza naturale ma anche per la sua particolare posizione geografica. Il sole si affretta ogni mattina a risorgere per abbracciare il mediterraneo, specchio per il monte Carmelo e per la "sposa del mare": "Haifa". Su questa cima il silenzio che parla di mistero avvolge la creazione e le creature, ed è mistero anche la sua storia che continua a scriversi nel cuore di ogni credente al di là della razza, religione e sesso.


La nostra presenza come suore carmelitane di S. Teresa di Firenze è segno e strumento della perenne presenza del grande amato e venerato profeta Elia e della Regina del monte Carmelo nell’accogliere i pellegrini da ogni parte del mondo e per i cristiani della Terra Santa che sempre più bussano alla nostra porta per cercare Dio ed essere trovati da Lui su questo monte.


Il luogo in se stesso è carico di pace e ci sostiene nella nostra missione di accoglienza, di ascolto e sereno servizio.


Mi trovo da quasi cinque anni e mezzo sul monte Carmelo, il cuore della spiritualità carmelitana. Il Carmelo è albero benedetto da Dio e fecondo nel giardino della Chiesa lungo tutti i secoli. Ha dato figli e figlie che hanno collaborato a fare la storia della presenza di Dio nell'oggi di ogni tempo. In questi cinque anni, ho toccato con mano la "nostalgia di Dio" che porta persone da ogni parte del mondo a visitare la Terra Santa e a cercare la "perla perduta". Ascoltare i racconti biblici nei luoghi dove sono accaduti è un farsi parte che non lascia indifferente chi lo vive.


Ho imparato a conoscere il nostro convento e scoprirne il carico spirituale dalla gioia espressa negli occhi dei pellegrini che vengono con le loro speranze e delusioni, ringraziamenti e suppliche, gioie e fatiche. Le pongono davanti a S. Elia e la Vergine Maria ed escono più leggeri e fiduciosi del loro aiuto.


La nostra presenza, anche se principalmente concentrata sul centro per pellegrini, non esclude la nostra collaborazione con la chiesa locale ed è una meta di ritiri spirituali.

Da due anni anche il Patriarcato latino ha assegnato a Padre Bashar il compito di animatore giovanile e vocazionale di tutta la Terra Santa, compresa la Galilea. Quest'ultimo ha chiesto la nostra collaborazione. Il cammino è ancora all'inizio, qui in Israele, mentre è fiorito da molti anni nel territorio palestinese. L'inizio, si sa, generalmente è carico di difficoltà. Il seme deve penetrare nella terra per fiorire e a volte questa terra è arida, spinosa... ma siamo come il contadino che fiducioso nel cielo continua a lavorare il suolo. In cantina c'è anche il progetto di creare un "centro cristiano giovanile S. Teresa" per tutti i giovani cristiani, al di là dei riti di provenienza, in collaborazione con il Patriarcato Latino e le varie chiese della Galilea sul terreno carmelitano ed ha ottenuto la benedizione sia del Padre Generale, p. Saverio Cannistrà, e il suo consiglio, sia dell’amministratore apostolico mons. Pizzaballa. Il cammino è anche qui lento a causa di alcune burocrazie, ma pieno di speranza.


L'esperienza della GMG in Polonia è stata per i giovani della Terra Santa un'esperienza molto particolare. Ha suscitato nel loro cuore il desiderio di servire la Chiesa ed essere strumento di evangelizzazione nella nostra Chiesa Locale. Insieme a loro sono state prese diverse iniziative tra le quali quella di portare avanti i ritiri spirituali per i cristiani della Galilea dando anche la possibilità alle famiglie di portare i figli e di dedicare degli spazi per loro.

Suor Maria Ester



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